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    “Fanghi, il sindaco di Asciano prenda esempio da Magrini”.



    Italia Nostra.

    SIENA05.09.2010
    “La sezione di Siena di Italia Nostra ha lanciato il primo allarme sui fanghi da depurazione in provincia di Siena oltre un anno fa, quando fu interessato allo spandimento il comune di Asciano, in località Mezzavia. In quel caso, la Procura della Repubblica bloccò le attività a seguito delle irregolarità riscontrate dal Corpo Forestale. Ben venga dunque la presa di posizione di Massimo Magrini, sindaco di Radicofani, che nella pubblica assemblea del due settembre si è posto delle condivisibili domande. "Perché fare così tanti chilometri per scaricare fanghi provenienti da tutte le regioni d'Italia? Dov'è la convenienza di portarli nella nostra provincia? E poi: saranno veramente innocui o dobbiamo preoccuparci per la salute pubblica? Di certo l'immagine del nostro territorio, facente parte del Parco della Val d'Orcia, patrimonio Unesco, subirà un danno tanto più grave quanto più alta sarà l'eco della vicenda". Invece il sindaco di Asciano, nel maggio scorso, seppure invitato ad un incontro pubblico organizzato dal comitato "Vivere le crete" con l'ausilio di questa sezione di Italia Nostra, né si è presentato, né ha inviato alcun suo collaboratore a farne le veci. E' vero che il primo cittadino del più importante centro delle Crete senesi aveva fatto approvare una delibera consiliare nel luglio 2009 per vietare gli spandimenti nel territorio comunale, ma tale delibera - che apportava una variante al regolamento urbanistico - era stata dichiarata illegittima dal Tar Toscana, cui erano ricorsi i proprietari del terreno autorizzati allo spandimento. Dopo la delibera, il sindaco di Asciano non ha fatto più sentire la sua voce, seppure più volte sollecitato da questa Associazione. Adesso prendiamo l'occasione per rinnovare al sindaco Pianigiani l'invito a redigere un regolamento di igiene che disciplini gli spandimenti di fanghi, al fine di difendere e tutelare il territorio delle Crete senesi, unico al mondo per la sua tipicità. E nel contempo, ci uniamo all'appello del sindaco di Radicofani per chiedere ancora una volta alla Provincia, cui spetta il rilascio delle autorizzazioni, di porre un freno a questo scempio”Italia Nostra sezione di Siena

    . Lucilla Tozzi
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